Vendola e Casini…vari
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In questi giorni anche coloro che nel PD sostengono Vendola, cominciano a dire…però. Se analizziamo i tanti “però” ci troviamo di fronte a questo ragionamento: “non possiamo partire dal nome per arrivare alla coalizione, dobbiamo fare il contrario e cioè partire dal ragionamento politico dare discontinuità e presentare il nuovo progetto per la Puglia”. Si può essere d’accordo sulla prima parte del ragionamento: partiamo dalla coalizione. Non mi sembra che l’UDC e l’IDV partano dalla coalizione. Sento parlare e dire dei NO al presidente uscente. NO dettati da non si sa cosa. Si proferisce spesso la parola discontinuità , molte volte a sproposito. Se analizziamo gli anni del governo regionale e, per esempio, le politiche per la famiglia, l’UDC ha di che essere contenta dell’azione dello stesso governo regionale e del suo presidente che hanno mediato con certosina attenzione ogni parola di quei provvedimenti (leggi e regolamenti) con le gerarchie ecclesiastiche fino a condivederle pienamente. E Vendola in quel caso non è stato comunista bensì un presidente di regione che ha saputo “mediare” tra le diverse spinte ideali anche se non tutte così intrise di idealità . Allora, essendo d’accordo con l’allargamento della coalizione per un’Allenza a favore del SUD, mi sento di dire al PD di fare attenzione che l’alleanza allargata all’UDC non va vissuta come fu vissuta l’alleanza con l’UDEUR per il governo di Massimo D’Alema. Altrimenti potremmo anche vincere ma faremmo ripiombare la Puglia nelle peggiori pratiche di governo che ti portano dritto nelle mani del nemico senza alcuna diversità proclamata e/o praticata. Non faccio il tifoso di Vendola ma proprio partendo da quel famoso ragionamento cui tutti siamo invitati ritengo che con l’UDC e l’IDV si debba stare insieme ma c’è bisogno di dire loro che in questi 5 anni non è che la Puglia si sia data al malaffare. L’amministrazione regionale ha avuto alcuni problemi seri ma la sua azione, nel complesso, ha raggiunto punte di eccellenza in alcuni campi: le politiche per la mobilità , le politiche urbanistiche, le politiche sociali, le politiche per le imprese, la ricerca e l’innovazione. Se poi il PD ha scelto di farsi dire che in Puglia c’è bisogno di discontinuità rispetto a se stesso, passi pure al suicidio politico. Sarebbe un grande peccato buttare alle ortiche il lavoro straordinario fatto. Non da tifoso, penso che oggi per un’Alleanza per il SUD sia Nichi Vendola un ottimo candidato. E che sia una garanzia anche per l’UDC. Sempre dopo averci ragionato su.
 
9 Dicembre 2009 alle 20:52
Sono daccordo con questa lettura dell’attuale situazione politica a livello regionale.
La vera anomalia al momento (tra l’altro comune a tutti gli schieramenti) è proprio quella di mettere davanti ad un progetto un’etichetta.
E spesso fa cadere le braccia il fatto che anche coloro che avrebbero molto da dire su quanto fatto si incaponiscono davanti alla difesa strenua di un nome o davanti ad un’altrettanto strenua (e brulicante) voglia di ribaltare sempre e comunque la poltrona.
Se tutti parlassero di programmi, io penso che le agitazioni sui nomi sarebbero molto meno latenti.
Se Vendola per primo mettesse “su piazza” quanto di buono è stato fatto dal suo operato, penso che lui stesso si sentirebbe più tranquillo rispetto a quella che al momento sembra una fideiussione su se stesso per garantire la continuazione di questo lavoro.
Se la giunta intera investisse di più in comunicazione rispetto a quanto fatto, gli assessori arriverebbero sicuramente a preoccuparsi meno del loro destino.
Se lo stesso UDC guardasse meno alle etichette e più ai sapori, capirebbe molto bene da che parte stare, soprattutto in prospettiva.
Per girarla in termini economici, una garanzia reale ha sempre dato più solvibilità di una garanzia personale.
Prima ancora delle televisioni e dei processi, il vero “regalo” del berlusconismo alla politica italiana è stato questo. Personalismo a go-go.
11 Dicembre 2009 alle 21:01
Concordo pienamente con quanto hai scritto. Vendola sembra l’unica candidatura possibile, nel contesto di una ipotetica coalizione per il Sud. Emiliano, ottimo sindaco di Bari, d’altra parte, appare una validissima alternativa. In puglia è il rappresentante più grintoso del suo grigio ed enigmatico partito. Tutto l’affanno di questi anni, ha prodotto un contenitore indecifrabile dalle molteplici e contraddittorie personalità politiche. Di conseguenza, l’ex magistrato, nella desolante assenza di progetti politici e figure convincenti, non ha faticato ad emergere.
L’apporto dato dal piddì al governo regionale, d’altra parte, è di tutto rispetto. Tedesco ed il buco alla Sanità , ed altre simili amenità sono quelle che più rimarranno impresse nel segreto delle urne elettorali! La volontà ultima, poi, di ottenere una “deroga” a regole già scritte, in piena corsa elettorale, al fine di offrire un paracadute alla candidatura regionale del sindaco barese, mi sembra indicativa della grande confusione che aleggia intorno al P D (L). Non se ne pecepisce una identità , ne si comprendono appieno azioni ed intendimenti. L’antiberlusconismo, come giustamente ribadito dai suoi massimi rappresentanti, non può essere il progetto politico che lo contraddistingue. Bene ! E allora??
C’é un progetto alternativo?