Stefano Cucchi, debole e indifeso…ucciso

Stefano Cucchi Stefano Cucchi sorridente

Prende sempre più piede l’ipotesi dell’uccisione di Stefano Cucchi, 31 anni, tossicodipendente arrestato con alcuni grammi di droga e uscito anzitempo dal carcere: morto. Morto ammazzato, forse, dalle percosse terribili ricevute nella cella del tribunale. Morto sotto il peso della sua fragilità e dei segni lasciatigli dai suoi aguzzini.

Grande coraggio quello dello Stato che mette in carcere, e mena, coloro che non possono difendersi dalle percosse e nemmeno dai luoghi comuni. Quelli che fanno di un tossicodipendente un uomo o una donna da evitare, da additare al pubblico ludibrio. Un drogato, una drogata.

E’ terribile pensare che, oltre ad assistere come generazioni a questa fase storica deprimente e mortificante, siamo costretti a vivere in uno Stato che diventa forte con i deboli e non gli fa sconti e sempre più debole con i forti, e li salva dai processi.

Una doppia velocità  e una doppia morale di uno Stato che non va lontano se non si desta e non diventa equo. La morte di Stefano Cucchi non è l’unica; speriamo che sia solo l’ultima.

E che faccia vergognare a vita quel sottosegretario, Giovanardi da Modena, che continua a professare di promuovere le politiche per la famiglia e definisce drogato e anoressico Stefano Cucchi. Continuando a pestarlo anche dopo morto.

1 Commento a “Stefano Cucchi, debole e indifeso…ucciso”

  1. pasquale daniele scrive:

    caro gianluigi, questa storia, terribile e non isolata, testimonia la deriva morale di questi tempi colmi di paradossi inspiegati. Non siamo più capaci di indignarci ed ogni azione che segna la nostra riprovazione per tali brutalità, rischia di essere giudicata inappropriata, fuori luogo. Quale motivo avevano quegli agenti penitenziari per pestare a morte un carcerato? Una dimostrazione di forza, un gioco o passatempo per allontanare la noia, i nervi per una lite familiare o col superiore, … Stefano, tuttavia, non voleva essere un martire innocente. E’ divenuto vittima predestinata del nuovo sistema. Uno scarto di questa sordida società. Ai bempensanti di turno, non sembra che meriti tutto questo frastuono. Questo mondo nuovo non può ammettere debolezze, men che meno da parte dei più giovani. Tutto deve andare bene. I problemi, come la polvere sotto il tappeto, non devono essere visti. Stefano, però, era un ragazzo drogato che aveva diritto ad essere curato. Gli agenti in questione, probabilmente, sono solo bestie in cui si è risvegliato qualche istinto sopito atavico e brutale. Credevano di potersi lasciare andare, giacchè nessuno tra quelle mura avrebbe avuto voce per protestare … Se avessero detto che erano stati aggrediti, probabilmente qualcuno li avrebbe persino creduti. O avrebbe fatto finta di crederci.

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