Una strada da intitolare alla memoria: a Peppino Impastato

Quando in un paese, l’Italia, nascono movimenti e amministrazioni pubbliche che si pongono l’obiettivo di occultare ed evitare la memoria, si può anche arrivare a non intitolare una strada, un luogo pubblico di tutti, a Peppino Impastato. Un ragazzo ucciso dalla mafia (9 maggio 1978) perchè da una radio locale e libera sfidava i mafiosi, e suo padre amico dei mafiosi.
La lotta alla mafia si fa anche con la memoria. Vorrei che l’Amministrazione Comunale di Conversano, senza polemiche e senza ideologia, intitolasse una strada ad Impastato. E mi piacerebbe che sulla memoria e sul ricordo di Peppino Imapastato nascesse un momento di condivisione comune tra tutti. Sarebbe un gran passo in avanti per la nostra città .
28 Ottobre 2009 alle 23:03
In un’epoca come questa, in cui dubbi legittimi stanno attraversando la platea “violentata” degli utenti italiani, parlare di eroi del libero pensiero e di libertà di espressione può apparire anacronistico. La memoria appare come un inutile orpello. Dà fastidio.
Questo é un mondo che, a torto o ragione, ritiene di averli i suoi eroi. E, checchè se ne dica, vuole tenerseli ben stretti. Sono vivi e vegeti, più ingombranti ma, tutto sommato, più … telegenici. Io, ad esempio, alla vigilia delle ultime Politiche, lessi un autorevolissimo sondaggio. Da esso risultava che gli italiani, al 48% ritenevano probabile che Berlusconi fosse un politico con interessi troppo “borderline” con la mafia, altri ritenevano troppo ingombrante il latente conflitto d’interesse(53%), ecc. La gente, nella stragrande maggioranza, in fondo, sa che berlusconi è indegno di guidare l’Italia. Nonostante ciò continua a sceglierlo. Sarà merito della sinistra in perenne evoluzione-demolizione che si dimostra, ad ogni occasione, incapace di scelte costruttive e coraggiose? La memoria, mi sà , serve a guidare un cammino o un percorso. Quando si é in eterna posizione di stasi politica e culturale dal 1989 a cosa serve? Ad un vacuo, e sterile esercizio retorico.
29 Ottobre 2009 alle 15:51
Hai sicuramente centrato l’obiettivo. Ma se non c’è cammino e quindi non ci può essere spazio per la memoria, c’è bisogno di gente che ricominci a muoversi. E’ quello che sto cercando di fare.