Archivio di Aprile 2009

“Lo Stato canaglia”

Lunedì 27 Aprile 2009

Pubblico volentieri una riflessione di Maurizio Marangelli

“Una Repubblica fondata sull’imbroglio. Che continua”. Andrebbe studiato, non letto, l’ultimo libro (“Lo Stato Canaglia”, Rizzoli, 19 euro) che Piero Ostellino presenterà domani a Bari (martedì 28 aprile Hotel Palace ore 19). Meglio ancora andrebbe adottato come testo di educazione civica a scuola nell’anno della maturità. Si capirebbe “l’incapacità del nostro paese di entrare nella modernità e di stare culturalmente, politicamente, economicamente, al passo con gli altri paesi di democrazia liberale dell’Occidente capitalista”.

Le nostre istituzioni pubbliche e le nostre forme di organizzazione sociale – scrive l’ex direttore ed editorialista del Corriere della Sera – riflettono una cultura statalista, dirigista, protezionista. L’Italia conserva dell’autoritarismo fascista e del totalitarismo comunista il pregiudizio ideologico e le chiusure sociopolitiche e socioeconomiche nei confronti dei diritti soggettivi naturali dell’individuo. L’innesto nell’immediato dopoguerra della cultura collettivista marxista sul tronco corporativo fascista ha addirittura peggiorato le cose. I due estremi si sono incontrati nella comune concezione organicistica della società. Così non è nato uno stato liberale ma la prevalenza ideologica della collettività sull’individuo. La nostra costituzione non si fonda sulle libertà dell’individuo bensì sul lavoro. Essa riconosce i diritti dell’uomo, ma gli chiede anche “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Il diritto al lavoro si accompagna al dovere di svolgere un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società ed è vincolato ad un esame di stato per l’abilitazione all’esercizio professionale. L’iniziativa economica privata è libera ma non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale. E’ evidente che l’utilità sociale, il progresso della società civile e via prescrivendo – a cui la nostra costituzione vincola i diritti del cittadino nella sua prima parte considerata un totem intoccabile – sono categorie ideologiche. Le costituzioni programmatiche, in quanto modellate su quelle dei regimi totalitari, o sono costitutivamente illiberali, e ben poco democratiche, o si riducono alla formulazione di buone intenzionate perlopiù disattese. In uno stato che voglia dirsi liberaldemocratico non spetta alla costituzione fissare, sia pure all’interno di una cornice di democrazia formale, quali politiche pubbliche siano migliori per il cittadino. Ciò spetta solo al cittadino nell’esercizio della sua piena libertà e sovranità di elettore che assegna alla maggioranza parlamentare e al governo che la incarna il mandato di realizzare il programma con il quale si è presentata alle elezioni.
Così fare la rivoluzione liberale è fare in modo che il cittadino dipenda meno dallo stato (leggi riduzione della spesa pubblica) e più da se stesso (legge avere più soldi in tasca grazie al taglio delle tasse). La Casta non è la classe politica disonesta o incapace. La Casta è lo stato stesso: ipertrofico, invasivo, della spesa pubblica e delle tasse elevate. Stato Canaglia che estorce ricchezza al popolo per distribuirla, sotto forma di benefici personali, alla classe politica di governo e degli enti locali.

Ed ecco perché, oggi che tutti a parole si dicono liberali, il liberalismo resta sconosciuto.  

In realtà – come afferma amaramente il grande maestro Piero Ostellino – gli italiani hanno un forte pregiudizio nei confronti del liberalismo semplicemente perché non lo hanno mai conosciuto e non sanno che cosa sia.

Maurizio Marangelli
Presidente Associazione Culturale
“Oronzo Marangelli-La Voce del Mezzogiorno”

Temporale sopra Berlino

Venerdì 24 Aprile 2009

Berlino Potsdamer Platz

Postdamer Platz a Berlino

A Berlino si vota per un referendum che deciderà il rapporto di forze nelle scuole tra etica non confessionale e religioni. I gruppi che si fronteggiano sono “Pro Reli” a favore delle religioni, “Pro Ethik” a favore dell’etica non confessionale. In una città europea fortemente laica il confronto tra i due schieramenti rischia di dividere ancora una volta una città che non si è scrollata di dosso la presenza, non più fisica, del muro. E sembra che a favore dell’etica non confessionale ci sia una stragrande maggioranza della ex Berlino Est; al contrario, a favore delle religioni (plurale) è schierata gran parte della Berlino Ovest.

La notizia mi ha incuriosito e mi sono chiesto quale fosse la differenza tra la Germania e l’Italia. Che è sembrata fin troppo semplice da scoprire. In Germania la disputa è tra chi difende l’etica in quanto tale e chi difende l’insegnamento delle religioni in una città e nazione multietnica. In Italia una disputa simile diventerebbe una guerra di religione tra chi difende l’etica e chi difende una sola religione (singolare).

Unico comune denominatore la forza della divisione che, nel terzo millennio, continua ad avere la disputa di sempre tra etica pura e fede. Capace di ergere muri abbondantemente abbattuti. 

 

Giuseppe Mucedola, un vescovo precursore

Martedì 14 Aprile 2009

seminario-conversano.jpg Il Seminario di Conversano

Insegnino i ministri dall’altare che il bene comune è uopo da preferire al bene individuale, onde necessariamente devono andare giù gli interessi privati, messi in confronto agli interessi della madre comune, la Patria“. 

Con queste parole il vescovo di Conversano, Giuseppe Mucedola, nel 1860 (nel momento della vittoriosa impresa garibaldina e successiva unificazione nazionale), invitò i sacerdoti a salvaguardare il valore assoluto del bene collettivo.

Parole “sante”, è il caso di dire.

Piano Regolatore e Insediamenti Produttivi

Mercoledì 1 Aprile 2009

municipio-cnversano.jpg

 

Pubblico, nei commenti a questo post, due mozioni che ho presentato il 31 marzo 2009 al Sindaco di Conversano sui tempi del Piano Regolatore (PUG) e sui tempi dell’ampliamento delle zone produttive (artigianale, annonaria, industriale, mista).

Che aspetta l’amministrazione ad avviare le procedure?

Intanto la crisi politica dell’amministrazione comunale sembra più grave del previsto. Ritengo opportuno che le opposizioni portino la maggioranza in Consiglio a riferire sulle motivazioni di questa crisi per far conoscere ogni cosa ai cittadini . Al momento ho trovato la condivisione dei consiglieri Pasquale Bonasora e Pasquale Gentile. Non capisco le perplessità degli altri dell’opposizione.