Luna di miele al capolinea. Il Sindaco non si chiuda nel silenzio.
Giovedì 26 Marzo 2009
Quella scoppiata al Comune di Conversano è una crisi che arriva tardi e non “così presto” come qualcuno sostiene. Tardi perchè i sintomi erano evidenti sin dal settembre scorso.
L’ultimo Consiglio Comunale, poi, ha evidenziato due fatti fondamentali: sul punto riguardante la sanità il gruppo politico di maggioranza Il Centro ha abbandonato l’aula; sull’eolico un gruppo di tre consiglieri di maggioranza ha letto un documento duro nei confronti dei metodi della stessa maggioranza. Praticamente, durante i lavori del Consiglio, ben cinque consiglieri su tredici hanno messo in discussione metodo e merito della maggioranza cui appartengono.
Tutti ingredienti per dichiarare aperta la crisi dell’amministrazione comunale a dieci mesi dal suo insediamento.
Come si risolverà questa crisi non lo sa nessuno e nemmeno il sindaco di Conversano. Unica cosa certa emersa fin troppo chiaramente è la mancanza di cultura di governo del centrodestra di Conversano tornata ad amministrare dopo 63 anni.
Una considerazione va fatta: il Sindaco vada a riferire immediatamente in Consiglio Comunale per non dar adito a nessuna voce circa rapporti e trattative con singoli consiglieri comunali per sopperire alla mancanza dei numeri della maggioranza. Questa crisi deve essere sviscerata alla luce del sole, deve essere trasparente e portatrice di certezze per il futuro.
Il gruppo del PD e le altre forze di opposizione farebbero bene (io sono d’accordo e la mia firma c’è) a chiedere la convocazione di un urgente Consiglio Comunale. Un intero partito della maggioranza (Il Centro), in queste ore, sta sostenendo che si tratta di crisi vera perchè non è stato rispettato il programma. La città deve sapere tutto in tempo reale e la politica non deve nascondersi, proprio adesso, in stanze private.
La nostra città ha già dato in termini di confusione: nessuno soffi sul fuoco per alimentarla.
Un saluto sincero all’assessore dimissionario Calogero Frangiamore. L’unica cosa che non si è capita è la giustificazione che ha dato alle sue dimissioni: dissapori con gli uffici. Il suo gruppo politico, invece, ha parlato di programma non rispettato. Una differenza non di poco conto per chi ha palato nel dare il giusto significato alle parole.
Di Vagno Di Vittorio e la fiction
Una foto del nuovo teatro visto da fuori
Esempio di parco eolico
Piatto di trippa…