Capitalismo di serie B
Mercoledì 17 Settembre 2008
 Un aereo Alitalia e una lavoratrice affranta
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Il fallimento di un colosso finanziario come la Lehman Brothers americana, una delle banche icona di Wall Street, e il precedente salvataggio di due “finanziarie” americane esperte in mutui da parte dello Stato, svelano una sola cosa: quanto è debole il capitalismo del terzo millennio!
Gli Stati Uniti sono una nazione che non è ancora riuscita a soddisfare la richiesta di prestazione sanitaria per tutti ma è  stata capace di interventi immediati per soddisfare istituti di credito e finanziarie che hanno sempre fatto del profitto il proprio unico credo. In pratica tu fallisci e io stato ti salvo. Una pratica molto in voga negli stati cosiddetti a “partecipazione statale” che l’idea del capitalismo del ‘900 ha sempre rigettato.
Che il capitalismo fosse un modello in crisi e che non avesse risolto i problemi dell’umanità era chiaro da tempo ma che si fosse cacciato in un vicolo cieco di queste proporzioni nessuno poteva immaginarselo fino a solo qualche mese fa.
Se negli Stati Uniti il colpo è così duro per gli italiani la questione Alitalia è drammatica. Mentre scrivo è in corso l’ultima riunione con 9 sindacati che sono al tavolo delle trattative. Comunque vada ci sarà un costo per la collettività : se va in porto la proposta della cordata italiana il costo procapite per ogni cittadino sarà di 200 euro, se si rompe la trattativa il costo sarà sia economico che sociale.
Una sconfitta per il capitalismo, uno stimolo per ritrovare un modello che possa conciliare l’identità , lo sviluppo e il solidarismo. Non è facile ma siamo forse ad una svolta epocale. Del resto anche papa Woytila aveva detto, da gran lettore dei fatti dell’umanità , che il capitalismo non poteva essere tutto. Aveva ragione.
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           IL CENTRO TRASFUSIONALE DI CONVERSANO SENZA UN MEDICO