Archivio di Luglio 2008

In ricordo di un giornalista

Lunedì 28 Luglio 2008

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Pubblico volentieri questa nota

Il 27 luglio Oronzo Marangelli avrebbe compiuto ottantanni. L’Associazione Culturale intitolata al giornalista scomparso a 48 anni nel 1976 lo ricorda nell’anniversario della nascita che sarà celebrato a Conversano con una manifestazione in programma ad ottobre.
 Pagine di storia regionale in quindici anni di grandi cambiamenti. Gli anni, dal 1961 al 1976, de “La Voce Pugliese-La Voce del Mezzogiorno”, il periodico fondato e diretto da Oronzo Marangelli. Anni in cui Bari costruiva e attrezzava le proprie capacità per essere città-regione, ponte di interscambio, non solo commerciale, tra l’area mediterranea e l’Europa.

Sfogliando le pagine del giornale che usciva dalla Tipografia Levante di don Mario Cavalli si coglie il forte proponimento di contribuire a cambiare l’arretratezza di  molti comuni. La descrizione minuziosa di avvenimenti, eventi, incontri che coinvolgevano enti pubblici, organismi economici e sindacali, governi locali ed amministrazioni provinciali, sono la testimonianza viva e documentata di come cambiavano le comunità, di come le popolazioni rurali si confrontassero con la modernità: elettrificazione e servizi idrici. Inchieste e approfondimenti che seguivano le gesta di una imprenditorialità regionale lanciata a rendere la Puglia, negli anni successivi, la California del Sud. La pubblicazione durante la Fiera del Levante di edizioni speciali dedicati ai comuni che rappresentavano il vero “popolo di formiche” descritto da Tommaso Fiore.

“La Voce Pugliese” fu uno dei primi periodici a far conoscere l’opera di Pino Pascali qualche mese dopo la scomparsa dell’artista polignanese con un articolo di Palma Bucarelli, direttrice della Galleria di Arte Moderna della Capitale. Ad un altro conterraneo, Onofrio Martinelli di Mola di Bari, pittore tra i più conosciuti del Novecento, cognato di Alberto Moravia e amico del Sen. Luigi Russo, “La Voce Pugliese” dedicò con Franco Monterisi ampi riconoscimenti di critica.

Sul dibattito politico, culturale, economico dell’indimenticabile decennio Oronzo Marangelli aprì le pagine del quindicinale a molti esordienti spiegando che “La Voce Pugliese è una palestra di libera discussione. Ogni lettore può benissimo prendere parte a tale dibattito”. Alcune delle numerose firme del giornale ricoprivano incarichi politici come il prof. Matteo Fantasia o il Sen. Mezzapesa, sono diventati giornalisti di razza come Michele Cristallo ed Enzo Magistà, hanno finito per ricoprire incarichi di grande prestigio come il giudice Magrone o l’arcivescovo di Lecce mons. Ruppi. L’elenco dei collaboratori testimonia, in quasi ogni numero del giornale, la pubblicazione assidua di contributi di scrittrici e poetesse che si cimentavano in versi, racconti, note di costume. Nell’immediato dopoguerra, già da liceale, Oronzo Marangelli cominciò a collaborare con quotidiani (Il Giornale d’Italia, Il Messaggero, Il Roma); nello stesso periodo degli anni ’50 ha animato la gioventù studentesca universitaria di cui è stato rappresentante negli organismi dell’ateneo barese, è stato dirigente della Gioventù Liberale e nell’autunno del 1955 si legò all’esperienza brindisina del Meridionale dell’Avv. Alberto Margherita dove alcuni editoriali  sulla questione agraria e la politica per il mezzogiorno sono ancora attuali dopo mezzo secolo.

Alla sua esperienza giornalistica (fu anche collaboratore del Tempo dal 1962 fino alla sua morte nel 1976) e in particolare alla Voce Pugliese è dedicata una ricerca che sarà presentata ad ottobre nel corso di una manifestazione.  

                                     Associazione Culturale “Oronzo Marangelli-La Voce del Mezzogiorno”

Programma 2008-2013, amministrazione senza slanci e sessista.

Domenica 6 Luglio 2008

vicciarolo.jpgcastello-conversano.jpg Cosa fare per questi luoghi?

 

Durante l’ultimo Consiglio Comunale che si e’ tenuto il 1 luglio scorso, c’e’ stato il dibattito sulle cosiddette linee programmatiche di mandato dell’amministrazione comunale. Piu’ di 20 pagine (che allego ai commenti) e che mi hanno lasciato interdetto per due ordini di motivi: 1) la mancanza di un’idea forte e rivoluzionaria per la nostra citta’; 2) il linguaggio e i contenuti che non tengono conto in nessun modo del concetto di pari opportunita’. Ho definito, in sede di Consiglio Comunale, “sessista” il lavoro presentato dal sindaco della citta’ di Conversano.

A proposito della prima perplessita’, devo rilevare con rammarico che una nuova amministrazione, insediatasi da meno di 60 giorni e con tanti giovani al proprio interno, non sia riuscita a fare uno straccio di proposta nuova, fresca e innovativa. Tutto molto vecchio, molto scontato, una lista di cose da fare a cui non e’ stato legato ne’ il modo ne’ il come ne’ le risorse con cui realizzare quanto elencato. Una delusione “emozionale” laddove l’aspettativa per il botto finale e’ andata delusa dalla scontatezza delle cose scritte e dette, senza un filo conduttore che le tenesse insieme.

La seconda perplessita’ riguarda, invece, quel linguaggio sessista riscontrato in tutto il ragionamento senza alcun riferimento al tema delle pari opportunita’. Il disegno scomposto di una societa’ conversanese maschilista fatto e costruito da una politica vecchia e ancorata al passato.

Una grande delusione che ha visto il mio voto contrario e la proposta, in ossequio al principio che l’opposizione deve dare soluzioni alternative, di affidare a 10 parole chiave la declinazione di un progetto di citta’: pari opportunita’, costi della politica, cultura dei luoghi, servizi collettivi e alla persona, sicurezza, azioni positive di politica estera, mobilita’ sostenibile, impresa lavoro e sistema creditizio, banda larga ricera e innovazione tecnologica, immigrazione e accoglienza.

L’impressione e’ quella di trovarsi di fronte ad un vuoto sostanziale di idee. E quella di cominciare a pensare, da adesso, a nuove forme di partecipazione per far circolare idee. Anche perche’ non e’ detto che debbano sempre partire da chi governa la citta’.