Archivio di Giugno 2008

Adesso ridono anche di Madre Teresa di Calcutta

Domenica 29 Giugno 2008

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Dal colloquio telefonico tra Silvio Berlusconi (primo ministro italiano)  e Guido De Angelis (produttore tv).

B: Senti, per le fanciulle mie ti ringrazio, le avete convocate tutte quelle che vi ho dato? D: Eh, quasi tutte meno che una, volevo un attimo capire… B: Avere la dimensione dell’impegno…Vogliono fare le dive? D: Si, vogliono fare… B:Marilyn Monroe! D: Si (ride) B: Guido, tu proponi Madre Teresa di Calcutta vedi che si tirano indietro… D: No, (ride) veramente mi e’ stata proposta Madre Teresa ma io ho detto: si, con quelle tette, coi tacchi a spillo…(ride).

Non per alimentare le polemiche sulle intercettazioni telefoniche ma a me sembra che la polemica possa essere alimentata dall’oggetto della discussione tra un primo ministro e un produttore tv. Io quando penso a Madre Teresa di Calcutta immagino immediatamente la sofferenza e la poverta’ di milioni di persone. Questi citano Madre Teresa di Calcutta dandone una versione incredibile. Da non sembrare vera.

Ma e’ tutto vero! E’ il linguaggio del primo ministro italiano ed e’ il linguaggio della poverta’ di spirito e della poverta’ culturale.

E mi chiedo: ma e’ prioritario lo scandalo delle intercettazioni o cio’ che questi combinano da mattina a sera sulla testa degli italiani?

 

Il 26 giugno Consiglio Comunale: il bilancio di previsione 2008

Giovedì 19 Giugno 2008

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Il 26 giugno alle 15,30 e’ stato convocato il Consiglio Comunale con 2 punti essenziali all’ordine del giorno:

1) Approvazione programma triennale Opere Pubbliche 2008-2010 ed elenco annuale 2008 art.128 D.LLgs. n. 163 del 12/4/2006;

2) Esame ed approvazione Bilancio di previsione 2008, della relazione previsionale e programmatica, del bilancio pluriennale e dei relativi allegati.

Quindi si discute dell’approvazione del bilancio di previsione 2008. Con un ritardo non addebitabile a nessuno se non alla concomitanza con le elezioni amministrative dell’aprile scorso e alla incapacita’ della passata amministrazione di approvare entro lo scorso aprile lo stesso bilancio. Ma del passato e’ inutile parlare. Ho cominciato a studiare il bilancio e la prima impressione e’ che l’attuale amministrazione comunale non ha fatto una puntuale ed esaustiva ricognizione della situazione finanziaria e di tutte le sue criticita’. Peccato perche’ sarebbe stato il modo migliore per fare una disamina generale della situazione; cosi facendo invece il nuovo governo cittadino ha mostrato una parziale fotografia della situazione. Cio’ comportera’, a mio avviso, gravi problemi nella strutttura economico-finanziaria del Comune di Conversano nei prossimi mesi. Ma lo studio continua e chi volesse saperne di piu’ e pormi domande puo’ contattarmi sul blog o in posta elettronica.

Chiuso l’Ecocentro di via Buonarroti

Sabato 7 Giugno 2008

ecocentro.bmp La sede dell’Ecocentro di via Buonarroti

L’amministrazione comunale non e’ ancora andata in Consiglio a esporre il proprio programma per Conversano ma sta prendendo decisioni non “neutre” rispetto ad alcuni problemi essenziali. Il primo tra questi e’ legato alla raccolta differenziata e all’Ecocentro di via Buonarroti. Non e’ stata rinnovata la convenzione e il centro e’ ormai chiuso perche’ “non  a norma”. Anche io sono per il rispetto delle norme soprattutto igieniche e che riguardano un pezzo centrale di citta’. L’Ecocentro ha funzionato con il bonus delle ricariche telefoniche. Ad una certa quantita’ di differenziata conferita corrispondeva una ricarica sul telefonino del cittadino conferitore. Una “berlusconata” come principio che invitava al consumo di traffico di cellulari che ha spinto tanti cittadini a conferire carta, plastica e vetro.

La raccolta differenziata della citta’ di Conversano, pare, era passata dal 3% alle due cifre (si parla del 12-13%, cifre da verificare e non ufficiali). Nulla di trascendentale ma una speranza per far abituare tutti noi ad una raccolta differenziata spinta, unico sistema per scongiurare l’effetto Campania anche in Puglia (compreso l’effetto ecomafia dalla quale la Puglia pare non sia immune se consideriamo il rapporto annuale di Legambiente). L’Ecocentro non ci aveva entusiasmato ma rappresentava, forse, l’unico segnale della passata amministrazione nella giusta direzione per una differenziata con una percentuale almeno decente nei numeri.

La nuova amministrazione ha deciso di non rinnovare la convenzione e il centro adesso non raccoglie piu’. Cio’ che sorprende e’ la mancanza di alternativa. Si chiude un centro di raccolta perche’ c’e’ un’alternativa, di solito. Nulla di tutto questo, l’unica alternativa l’ho letta su giornali locali e riguarda l’avvio di trattative con la societa’ Tradeco che gestisce la raccolta di rifiuti per il rispetto del contratto. Da quello che si capisce si chiude un centro di raccolta per la differenziata, non si diminuisce la TARSU (la tassa sui rifiuti), e si rinvia il tutto a non si sa quale azione di governo.

Siccome ritengo che sul problema rifiuti non si puo’ scherzare, nella nostra citta’ e in Puglia, spero che l’amministrazione comunale venga immediatamente a riferire in Consiglio Comunale per illustrare il proprio pensiero anche sulla gestione dei rifiuti e sulla differenziata. Prendere decisioni di questo tipo e non aver ancora dato notizie su quale modello di citta’ lavorare tutti insieme, penso sia un’anomalia iniziale a cui i nuovi amministratori devono rimediare quanto prima.

Mentre la maggioranza di governo locale dice di voler aspettare la discussione sul bilancio di previsione 2009 (noi consiglieri non siamo venuti ancora in possesso del documento contabile gia’ approvato in giunta 8 giorni fa e non so se gia’ consegnato ai revisori dei conti) per venire in Consiglio ad illustrare le linee programmatiche generali, la giunta comunale decide cose non irrelevanti per il futuro del paese. Diciamo che l’inizio avrebbe potuto essere piu’ confortante.

Il Partito Democratico e’ il non luogo.

Martedì 3 Giugno 2008

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Gli assessori regionali Minervini e Loizzo sono le uniche due persone da cui ho sentito dire cose sensate sulla possibile azione del Partito Democratico in terra di Bari. Il resto, invece, solo slogan e luoghi comuni conditi con le certezze di chi guarda al passato e le proprie esperienze.

Tre i temi sollevati dai due assessori: la crisi del comparto del salotto sulla direttrice Santeramo-Matera, la poverta’, la nuova contrattazione dei lavoratori che riguardera’ circa 22 milioni di italiani. Questi i temi che secondo i due uomini di governo devono essere posti al centro del dibattito del PD in terra di Bari. Una predica, quella dei due assessori, che rischia di rimanere una sorta di predica nel deserto controllato (per quanto un deserto sia controllabile) da chi pensa che l’impegno politico possa essere limitato al momento delle consultazioni elettorali.

Ma cosa manca al PD per poter discutere di questi temi? Manca una classe dirigente all’altezza che sappia indicare una rotta politica e agganciare a questa un grande dibattito culturale sui temi del lavoro e dei bisogni. E’ preoccupante constatare il vuoto assoluto e la mancanza del coraggio di mettersi in discussione. Le oligarchie provinciali miste a quelle locali che insieme determinano un non ragionamento, un non luogo di dibattito, una non organizzazione aperta alle riflessioni dei cittadini.

Ma cos’e’ il Partito Democratico oggi in terra di Bari ma non solo, se non una sigla dove albergano ex diessini, ex margheritini, ex socialisti? Con gli ex, e’ risaputo, si fanno le associazioni di reduci, quelle che radunano e assemblano le vecchie foto utili a tutti ma non al futuro della nostra terra. Se il PD c’e’ e ci sara’ che sia un luogo dove discutere non e’ reato, proporre non desta ansie e paure diffuse, capire lo stato d’animo dei cittadini e’ studio e ricerca e approfondimento. Dove includere e considerare tutti e’ la forza vera del partito.

Se questo non sara’ il PD, allora stiamo parlando del primo partito del non luogo.  Se, invece, al contrario lo sara’ il PD rappresentera’ un nuovo partito dove si afferma chi produce idee senza le quali anche i numeri non contano piu’. A cominciare dalla nostra Conversano.

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