Archivio di Marzo 2008

Ma perche’ alcuni imprenditori si candidano?

Venerdì 28 Marzo 2008

mandorle.jpgciliege.jpg Due dei prodotti tipici di Conversano

 

A Conversano sono anni che numerosi imprenditori non si fidano della politica e decidono di candidarsi personalmente mobilitando le proprie aziende per farsi eleggere. Non e’ un gran bel segnale per la politica e per la societa’ conversanese. Gli imprenditori, i produttori di ricchezza, non riescono a dialogare con chi decide e, per evitare equivoci, cercano di decidere da soli le sorti e le scelte che condizionano l’economia del paese. Ma per fare cio’ gli imprenditori non scelgono di stare con partiti e schieramenti nel rispetto di un minimo di regole condivise. Loro fanno in proprio, formano liste a ripetizione e si presentano ai nastri di partenza e molte volte vincono la battaglia elettorale.

Cosi’ e’ successo anche questa volta con la stragrande maggioranza delle medio-grandi imprese tutte riunite a fare massa per far eleggere il candidato sindaco di turno. In tutto cio’ c’e’ qualcosa che non funziona e che non riguarda le scelte degli imprenditori, ma riguarda complessivamente il modo in cui la politica si pone di fronte alle esigenze delle imprese. Esigenze che cambiano a seconda delle dimensioni delle imprese e della loro capacita’ di crescita.

Io penso che la presenza massiccia di alcuni imprenditori sia un’anomalia del sistema Conversano. Una citta’ che negli ultimi anni non ha saputo leggere il suo territorio e le esigenze di chi produce ricchezza. Ma non ha saputo, soprattutto, capire che tutto quello che riguarda il mondo del lavoro ha bisogno di un’azione dell’amministrazione capace di far sviluppare il concetto di crescita, innovazione, ricerca, marketing territoriale per la penetrazione in nuovi mercati che non siano legati esclusivamente alla nostra citta’. A riempire le liste e a stare tutti insieme sono gli imprenditori piu’ “grandi” (chiamiamoli cosi); come in una sorta di guscio per l’autoprotezione. Ma per proteggersi da chi?

Sono queste le risposte che la politica deve saper dare. Il nuovo sindaco di Conversano, il nuovo Consiglio Comunale devono guardare al mondo del lavoro innanzitutto conoscendolo, poi devono stabilire un rapporto serio e duraturo con tutte le aziende serie e che fanno dellla crescita il loro credo. Deve, invece, bandire senza tentennamenti coloro che vogliono esserci per speculare, per marcare una presenza nella pubblica assemblea conversanese e condizionarne unilateralmente le scelte.

Adesso anche la citta’ di Conversano si trovera’ di fronte alle numerosissime opportunita’ che il Programma Operativo Regionale 2007/2013 dara’ all’intero territorio pugliese. E’ l’occasione per la nostra citta’ di ridisegnare un piano occupazionale complessivo capace di offrire lavoro, lavoro sicuro. E oltre al lavoro stimolare la voglia di innovazione tecnologica, di ricerca, di marchio di qualita’ per le imprese che vogliono affermarsi.

Solo una azione comune tra una pubblica amministrazione lungimirante e un sistema di piccole e medie imprese funzionante, possono rimettere in moto l’economia cittadina ferma al palo e i cui indicatori degli ultimi anni hanno il segno negativo. Io sono convinto che cio’ possa accadere e che, tolte di mezzo le guerre di religione, nella nostra citta’ possano emergere quelle imprese che hanno bisogno di vedere poche ma chiare ed efficaci azioni della pubblica amministrazione. Quelle imprese che lavorano senza mai chiedere nulla. E se cio’ avverra’, come io credo, anche alcuni imprenditori che si aggirano sempre nelle aule consiliari potranno comodamente dedicare il proprio tempo a fare impresa, perche’ in comune non avranno nemici ma cultori della crescita. Lavoratore e imprenditore insieme: non conosco altro metodo che questo per rendere tutti liberi dal bisogno e protagonisti del proprio destino.

Questo non e’ uno slogan. Sono convinto sia la rappresentazione di un quadro possibile.

 

Ambiente ed economia, chi differenzia vince. Puntiamo al 50%!

Sabato 22 Marzo 2008

raccdiff1.jpgdifferen2.jpg  Una scelta radicale per la citta’

 

Il Comune di Melpignano (LE) si e’ organizzato in maniera tale da raggiungere una percentuale “bulgara” sulla raccolta differenziata: il 100%. Il suo sindaco, Sergio Blasi, lo stesso che ha inventato la Notte della Taranta e che ha fatto costruire un asilo con il parquet, non si e’ perso dietro a discorsi culturali ma ha semplicemente affermato che si tratta non solo di un fatto culturale, gia’ molto importante, ma di semplice organizzazione. A Melpignano, profondo sud, si raccoglie in maniera differenziata perche’ c’e’ a monte l’organizzazione per farlo.

A Conversano e’ bastata una semplice piattaforma in citta’, nei pressi dell’ex Gil di via Buonarroti, per far passarae la percentuale di raccolta diffenziata dal 3% alle due cifre (si parla del 12%). Ma e’ ancora troppo poco.

In un momento in cui si producono sempre piu’ imballaggi con conseguente aumento dei rifiuti ingombranti, quella della raccolta differenziata e’ una priorita’ assoluta della nostra comunita’ e di tutte le comunita’. Per Conversano bisogna pensare ad interventi radicali e di organizzazione per alleggerire il carico di tutto quanto finisce nella discarica Martucci che continua ad essere il cimitero delle intelligenze di chi non vuol capire che solo prendendo il toro per le corna lo si puo’ domare.

Il nuovo sindaco, la nuova amministrazione comunale, dovrebbero avere questa volta la lungimiranza nell’organizzare questo servizio in maniera capillare. Un piano per la raccolta differenziata che parta dal porta a porta e finisca con la possibilita’ di ridurre la tassa sui rifiunti (o tariffa) in conseguenza della percentuale di raccolta differenziata prodotta.

Superare il 50% in due anni. E’ un obiettivo raggiungibile se solo il nuovo consiglio comunale della citta’ si concentrasse sui problemi di tutti.

Un obiettivo raggiungibile, quello del 50% di differenziata, con l’ausilio di cooperative di giovani cui affidare il servizio.

P.S. A tutte le amiche e amici che frequentano il blog, l’invito a parlare sui temi lasciando ad altri le discussioni sugli insulti e sulle recriminazioni. Conversano ha bisogno di ricominciare a respirare l’aria della cultura dell’amministrazione pubblica. E lo puo’ fare solo confrontandosi su fatti concreti. Buone feste a tutti.

Io speriamo che me la cavo

Domenica 16 Marzo 2008

gianluigi.jpg  Autocelebrazione

Le liste sono state consegnate ieri alle 12 in Municipio. La nostra citta’ andra’ al voto per rinnovare un consiglio comunale tra i piu’ tormentati degli ultimi tempi. La politica si presenta ai nastri di partenza con 13 liste e 260 candidati. Tre liste in meno della competizione del 2003: un piccolo primo buon risultato da un lato, la conferma della mancanza di attrazione della politica dall’altro. Quattro candidati sindaci, nessuna donna tra loro. In questo momento la comunita’ conversanese offre questo e da questo bisogna partire.

Mi ero candidato alle elezioni primarie qualche tempo fa. Primarie che per me avrebbero dovuto significare confronto tra i candidati, momenti di dibattito pubblico sui temi, possibilita’ di fare delle elezioni primarie una vera festa delle idee. Cio’ non e’ successo perche’ la politica cosi ha deciso. Ma si sa che non sempre un percorso lineare e chiaro fa parte del mondo della politica. Avevo tre possibilita’ di scelta: il primo era contestare tutto e tutti e starmene a casa, a leggere libri, possibilmente sul rinnovamento degli istituti di partecipazione; il secondo (cosa che tantissimi amici mi suggerivano) era concorrere alla costruzione di una lista e candidarmi comunque a sindaco; il terzo era cercare di continuare un’opera di rinnovamento dei metodi della politica cittadina, senza badare alla propria persona e al proprio destino personale. Ha prevalso la terza di queste, la piu’ rischiosa, la piu’ ingiusta per quanto riguarda la mia persona, spero pero’  la piu’ coerente. Ed io alla coerenza cerco di fare sempre riferimento. E a volte coerente riesco addirittura ad esserlo.

Non ho voluto dare una mano alla frammentazione ulteriore anche perche’ in tanti me l’avrebbero rimproverato. E non ho voluto dare la possibilita’ a chiunque era pronto a parlare di personalismi, anche in questa occasione, e di un dualismo tra me e colui che e’ il candidato sindaco del  centrosinistra. La politica nostrana si e’ nutrita di questo pseudopersonalismo che, sbandierato ai quattro venti, ha fatto le fortune di qualche politicante che ha amministrato in questi anni e le conseguenti sfortune della citta’. Conversano continua a non attraversare uno dei suoi momenti migliori. C’e’ bisogno di un impegno diverso, di persone portate alla costruzione di modelli chiari di crescita collettiva. Non sara’ facile.

E mi sono candidato nel PD. La scelta piu’ difficile ma, a mio avviso, la piu’ coerente. Cosa so fare? Me lo sono chiesto in queste ore. Mi sono risposto (me la canto e me la suono) che probabilmente sento di poter dare alla comunita’ un contributo di idee e di metodo di realizzazione delle idee. Questo so fare e questo faro’. Con la solita passione e il solito disinteresse se non quello per le cose di tutti.

Il fascista Ciarrapico nelle liste di Berlusconi e Fini

Mercoledì 12 Marzo 2008

mussolini.jpgciarrapico.jpgberlusconi.jpg     Mussolini, Ciarrapico, Berlusconi

L’editore romano Ciarrapico figura nelle liste di Berlusconi e Fini. L’editore Ciarrapico ama il fascismo e ama, non sappiamo se ricambiato dall’aldila’, Benito Mussolini. Berlusconi lo ha chiamato nelle proprie liste per contrastare la lista di Storace nel Lazio. E Storace e’ uomo di destra che piu’ di destra non si puo’. Fini ha fatto finta di meravigliarsi della presenza nelle “sue liste” dell’amante postumo di Mussolini.

Berlusconi ha paragonato il Ciarrapico al grande Aldo Fabrizi, noto attore romano e romanesco.

In questo groviglio di sentimenti e accostamenti, rimane il fatto che un imprenditore ha dichiarato di venerare il duce e di tenere appese le sue foto nelle redazioni dei giornali di sua proprieta’, oltre che a casa sua.

Berlusconi ha detto che Fini sapeva; La Russa ha detto che nessuno sapeva. L’unico che sembra sapere tutto e’ proprio Ciarrapico. Lui e’ fascista e ha accettato di stare nelle liste di Berlusconi e Fini. Il secondo, pur non sapendolo, adesso lo sa. Ma, comunque, resta il fatto che Berlusconi e Fini sono anticomunisti e, come e’ noto, anche i fascisti sono anticomunisti. Quindi che Ciarrapico Berlusconi e Fini stiano insieme meraviglia tantissimi ma non tutti. Non meraviglia, di certo, Berlusconi che, avendo le idee chiarissime, vede ai giornali di Ciarrapico nel Lazio come ulteriore strumento per vincere le elezioni. E ad un fascista dichiarato non se l’e’ sentita di vietare un posticino in lista. Serve sempre! E Fini faccia finta di aver incontrato dopo anni un vecchio amico. Baci e abbracci

Operaio o industria, industria o operaio. (Non appena ho finito di scrivere questo post e’ giunta la notizia della morte di 4 operai a Molfetta)

Lunedì 3 Marzo 2008

 

montezemolo.jpgoperaio.jpg  Imprenditore e operaio 

Calearo, presidente di Federmeccanica, candidato capolista per il PD in Veneto. Colaninno, imprenditore, candidato per il PD in Lombardia. Boccuzzi, operaio scampato al rogo della Thyssen, candidato per il PD in Piemonte. Il diavolo e l’acqua santa insieme nelle liste del Partito Democratico. Cio’ che fa dire a Bertinotti:” c’e’ qualcuno di troppo”. Quello della contrapposizione tra imprenditore e operaio e’ un tema vecchio quanto il mondo: il padrone e il servo. Senza padrone non c’e’ servo e senza servo il padrone non e’ piu’ un padrone.

Tra le tante cose che la politica ci sta regalando spero che questa volta ci regali anche la convinzione che una societa’ in eterno conflitto non aiuta nessuno ad uscire dalle secche del conformismo, delle regole date, degli schemi mentali, delle convenzioni senza scadenza temporale. Cambiare e’ difficile ma l’italia deve farcela. E ce la puo’ fare solo se imbocca la strada della consapevolezza dei disagi. Degli operai come degli imprenditori. Che hanno la stessa valenza ma gradi di responsabilita’ diverse.

Sara’ difficile il cammino ma Calearo, Colaninno e Boccuzzi, e chiunque altro imprenditore e operaio schierato altrove, hanno una responsabilita’: dare all’Italia una prospettiva di crescita, darla insieme da punti di vista diversi.

E, comunque, se un giorno dovessi imbattermi in due cortei in partenza dallo stesso posto, l’uno di operai e l’altro di imprenditori, mi accoderei a quello degli operai. Per istinto. ma chiederei la motivazione del corteo degli imprenditori e parlerei con loro.

P.S. Ho appena finito di scrivere il post e sono stato raggiunto dalla notizia della morte di 4 nostri operai a Molfetta. Una incredibile tragedia di fronte alla quale ogni parola e’ inutile. Il mio e il nostro pensiero e’ solo per loro.