Archivio di Febbraio 2008

A Veltroni piace il cinema e parla chiaro.

Sabato 23 Febbraio 2008

veltroni.jpg Walter Veltroni e il segno dei simboli 

Diciamolo: Veltroni ci sta sorprendendo tutti. Messaggi chiari, simbolici, accattivanti, sostanziali. Chi e’ stato condannato in primo grado non puo’ candidarsi nel Partito Democratico. Era una delle cose chieste a viva voce dai cittadini spettatori di tante deroghe a questo principio elementare. Erano decine e decine i senatori e deputati che sedevano in Parlamento pur essendo stati condannati. E i cittadini, fuori dal Palazzo, a indignarsi di questa vergogna nazionale e del silenzio di tutto l’arco parlamentare. E’ arrivato Veltroni e ha detto una sola parola per risolvere la questione: NO ai condannati in lista. E ha cosi’ interpretato appieno il sentimento del cittadino comune, quello a cui tutti dicono di guardare e che, il piu’ delle volte, nessuno interpreta. Poi ha detto che in Italia bisogna smetterla di dire no all’alta velocita’ ferroviaria. Un invito, quindi, ad andare avanti nel progetto della Torino-Lione proprio nel giorno in cui la Spagna del pragmatico socialista Zapatero inaugurava l’alta velocita’ Madrid-Barcellona, collegate in sole 2 ore e 38 minuti. Chi vuole votare per il PD oggi sa bene che quel partito, a livello nazionale, e’ per l’alta velocita’ che collegherebbe l’Italia al cuore dell’Europa e ridurrebbe anche l’inquinamento atmosferico.

Due proposte secche, senza se e senza ma, che fanno di Veltroni la novita’ del momento. Una novita’ fatta di sostanza e non di parole vuote. L’assunzione di responsabilita’: e’ questo il segreto fin troppo evidente di una persona che non e’ nuova alla politica. In questo chi dice che Veltroni e’ in politica da 35 anni ha ragione. Ma e’ proprio questa la vera novita’ di una persona che conosce i meccanismi faraginosi della politica e ha il coraggio di rischiare per rompere gli schemi che hanno ingessato l’Italia negli anni. L’esempio di Veltroni dimostra per intero che la politica ha capacita’ di autorigenerarsi, di mettersi in discussione, di dire parole chiare e concetti comprensibili. Quando la politica interpreta il comune sentire dei cittadini si fa bella e si puo’ parlare di bella politica.

Da noi a Conversano la bella politica deve ancora affermarsi; da quella dovrebbe venire fuori il buon governo per la citta’. Sarebbe bello che, approfittando di questa stagione che sta entusiasmando e cambiando il linguaggio stanco e mediocre, nella nostra citta’ in questi giorni prevalga non solo la ragione ma anche una classe dirigente lontana dalle manfrine. Un governo dove alberghino pensieri alti e venga messa al bando la mediocrita’.

La Ndrangheta abita a due ore da noi

Giovedì 21 Febbraio 2008

ammazzateci-tutti.jpg La Ndrangheta come Al Qaedandrangheta.jpg

La Commissione Antimafia ha approvato all’unanimita’, in un atto di resipiscenza della politica, la relazione sulla Ndrangheta calabrese. Un quadro terribile che comincia con il paragone tra questa organizzazione e Al Qaeda. La Calabria e’ a due ore da casa nostra, la Ndrangheta abita dietro di noi.

Un avvocato nullafacente almeno apparentemente, si legge nella relazione della Commissione Antimafia, ha “patteggiato” un risarcimento di 10 milioni di euro (10.000.000) con alcuni sindaci di paesini calabresi, offrendo le proprie prestazioni professionali a quelle amministrazioni. La cosa piu’ grave e’ che i sindaci avrebbero accettato questa sorta di compensazione. Non dobbiamo meravigliarci della stravaganza dell’avvocato, notissimo esponente della Ndrangheta calabrese e noto anche alla Magistratura, ma di quella dei sindaci che per accettare una simile situazione non possono che essere mani e piedi legati all’organizzazione criminale.

Un’Italia che ha sul suo territorio una simile organizzazione, che ha amministrazioni comunali che dipendono totalmente dalla Ndrangheta che a sua volta ha ramificazioni nel mondo dell’edilizia in Emilia Romagna e non solo, che non riesce con il suo potere di Stato sovrano a riappropriarsi di quel territorio e a far sperare le nuove generazioni, e’ un’Italia che non puo’ che rimanere in serie B. A prescindere da chi la governa. E noi pugliesi che abbiamo accanto una simile situazione e quasi non ce ne accorgiamo. Questo e’ il Sud, questa e’ l’Italia del 2008. Ripartire  non sara’ facile ma dobbiamo pensare che oggi, mentre noi stiamo anche nel nostro paese discutendo su chi fara’ il candidato e chi il consigliere e quali partiti faranno parte della coalizione e quali no, a pochi chilometri c’e’ il capobastone che decide chi fara’ il sindaco e anche chi paghera’ il pizzo. Magari la ditta che ha vinto una gara. Decisamente figli di un Dio minore. Fino a quando non reagiranno gli italiani e non solo i calabresi. Io spero prestissimo.

Il tutto a sole due ore da noi.

Parlami d’amore…quando nessuno se l’aspetta…

Lunedì 18 Febbraio 2008

silvio-muccino.jpg  Silvio Muccino. Vuoi vedere che abbiamo trovato un regista

 

So che parlare in queste ore di un film come Parlami d’amore di Silvio Muccino puo’ sembrare fuori luogo. Non lo e’ per due aspetti. Il primo e’ che questo film e’, a mio avviso, una sana rappresentazione di quello che puo’ essere un pregiudizio. Sono andato al cinema in una domenica desolata e fredda, al freddo del CineTeatro Norba, pensando di vedere un film sdolcinato, tutto coccole e sofferenze d’amore. Nulla di tutto cio’. Il film e’ stato denso, pieno di sostanza e ha trattato temi i piu’ disparati. Il gioco d’azzardo, la droga, le comunita’ terapeutiche. Il tutto condito da una regia affatto deludente ma a volte addirittura efficace. Silvio Muccino…e chi l’avrebbe mai detto?

Il secondo aspetto e’ invece rappresentato dalla capacita’ dell’attore Silvio Muccino. Un’altra soprpresa piacevolissima considerato il suo doppio ruolo di attore-regista. Insomma, andato al cinema per non applicarmi per due ore, mi sono ritrovato con un film che richiedeva una buona attenzione. Piacevoli sorprese di febbraio.

Insomma a me il film e’ piaciuto. E non mi vergogno a dirlo. Anzi…chi puo’ vada a vederlo. E se va al CineTeatro Norba porti con se un braciere che si muore di freddo.

Yes we can. La mia traduzione: muoviamoci senza paura.

Mercoledì 13 Febbraio 2008

bartali-e-coppi.jpg     C’e’ chi passa la borraccia e chi beve. E’ la rappresentazione della nostra vita

Ieri sera, con alcuni amici e compagne e compagni, ho tenuto una conferenza stampa per la presentazione della mia candidatura alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato sindaco. Dio mio, non nascondo che avevo una certa tensione per la responsabilita’ del ruolo. Mi sono accorto che anche per le persone che hanno spiccata autostima arriva il momento della tensione. In tanti mi spingevano a candidarmi. Ma, si sa, la mia candidatura a sindaco della citta’ dagli addetti ai lavori della politica viene interpretata male. Presuntuoso, arrogante, tutto lui sa, non da conto a nessuno. Sono questi i commenti degli addetti ai lavori. I commenti dei cittadini sono un po’ diversi, ma questo capita a tutti i candidati, forse.
Io penso due cose fondamentali. La prima e’ che Conversano ha bisogno di un governo di persone serie e della serieta’ delle proposte e azioni amministrative. La seconda che Conversano ha bisogno di competenze chiare e riconosciute che l’aiutino, con il concorso e la partecipazione dei cittadini, a riemergere dagli ultimi anni di immobilismo culturale.

SERIETA’ e COMPETENZA. Due parole, tutto un modo di approcciarsi ai problemi. Per quanto mi possa competere lavoro su queste due parole. E non da solo.

E Capello vieta cellulari e playstation. Ma i soldi rimangono quelli!

Venerdì 8 Febbraio 2008

capello.jpg  Fabio Capello. 

Ho letto del neo allenatore dell’Inghilterra calcio, Fabio Capello, che ha vietato l’uso delle playstation e dei telefonini ai suoi giocatori. Il tutto durante i ritiri pre-partita. Non è una notizia di poco conto. Si sancisce che i calciatori, nella stragrande maggioranza, si nutrono di calci e playstation…e di qualche velina. Una vita “sacrificata” ricompensata da qualche spicciolo, frutto della magnanimità di qualche presidente.

Non so se è il caso, ma lo è, di ricordare che forse gli stipendi dei calciatori sono uno scandalo internazionale. Due calci al pallone, una smanettata con le playstation, una foto con la bona di turno e via: milioni di euro di stipendio. E tutti dietro ad applaudire il modello di vita sognato da sempre. Ma possiamo considerare questo un modello della nostra sgarruppata società? Anche a me piacciono i calci di punizione di Del Piero, le invenzioni di Ibrahimovic (grazie Zlatan per avermi risvegliato un tifo ormai sopito e sepolto dagli anni di buio che l’Ambrosiana Inter mi ha regalato), i “tocchi sotto” di Antonio Cassano. Tutto mi piace ma, quando penso ai milioni di euro che i presidenti sborsano felici, la rabbia è tanta. E non per me, o per invidia, bensì per quegli operai che per 900 euro al mese sgobbano e a volte muoiono. La mia non è voglia di comunismo, è voglia di civiltà. Facciamoli giocare alla playstation ma che sentano l’ansia da spesa e da mercato, da mutuo e da latte e pane. E se qualche volta qualche libro ingannasse il loro tempo libero ancora meglio. Grazie ancora Zlatan!

Legge elettorale, i “moderati” si vestono da falchi

Venerdì 1 Febbraio 2008

parisi-firma-referendum.jpgparisi-firma-referendum.jpgparisi-firma-referendum.jpgparisi-firma-referendum.jpgparisi-firma-referendum.jpg

Un banchetto di raccolta firme per il referendum sulla legge elettorale

 

Mai visti i cosiddetti “moderati” alla Mastella, Dini e Casini fare dichiarazioni che col moderatismo nulla hanno a che fare. Al voto al voto e guai a ragionare un po’. E’ questo lo slogan imperante in questo momento da parte di chi vuole riportarci Berlusconi a capo del governo. Presto e gratis!

Ci sono due modi per andare a votare con dignita’: fare un governo che approvi una legge elettorale o andare prima a votare per il referendum sulla legge elettorale e poi andare ad elezioni anticipate. Preferisco la seconda ipotesi ad un governo incolore e insapore. E la preferisco perche’ l’intera classe politica ha dimostrato di non saper approvare una legge elettorale decente in sostituzione di una legge vigente definita con aggettivi spregiativi dagli stessi proponenti. Una gabbia di matti. La parola passi ai cittadini, a coloro che hanno proposto con la propria firma il referendum, a coloro che hanno organizzato la raccolta di firme (io e altre amiche e amici tra questi).

Ho una grande paura legata alle elezioni anticipate con la legge elettorale attualmente in vigore. A scegliere i candidati sarebbero nuovamente in pochi e nemmeno nelle sedi dei partiti. Sarebbero poche persone ad indicare i rappresentanti di tutti. La negazione del diritto sacrosanto di scegliere, la negazione della democrazia. Adesso pero’ non e’ piu’ tempo di fare analisi bensi’ di farsi sentire: nelle sedi dei partiti, nelle associazioni, nelle piazze, nei blog, nei forum. E bisognerebbe farsi sentire anche da quei deputati eletti, loro malgrado, che questa legge elettorale tiene ancora seduti li. Senza che nessuno di noi li abbia mandati.